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Allarme cyberattacchi con IA: la sicurezza dei siti web sotto i riflettori

Gli sviluppatori hanno usato l’IA per individuare una falla che interessava la maggior parte dei siti web; in seguito Cloudflare ha segnalato un aumento dei tentativi di sfruttarla, insieme ad altri avvertimenti su attacchi legati all’IA.

Di Pubblicato da Oossa: 1 min di lettura

Brecht Corbeel · Unsplash

Secondo Semafor, gli sviluppatori web hanno usato l’IA per individuare una falla che interessava la maggior parte dei siti web del mondo. Poco dopo, Cloudflare ha segnalato un’impennata dei tentativi di sfruttarla. Il rapporto non indica il nome della falla né quanti tentativi abbia osservato Cloudflare.

Altri avvertimenti segnalano l’uso dell’IA negli attacchi, ma i dettagli sono limitati. Microsoft ha avvertito che un gruppo di hacker legato alla Cina ha usato l’IA per introdursi nei sistemi di un’azienda di servizi IT. Secondo quanto riportato, anche chatbot disponibili in commercio sono stati usati in attacchi contro banche; il rapporto non indica quali né precisa se gli attacchi siano riusciti.

La corsa a correggere le vulnerabilità

Questi episodi mettono in luce la corsa tra le aziende che cercano di risolvere i problemi di sicurezza e gli aggressori che tentano di sfruttarli. OpenAI definisce «la finestra d’intervento dei difensori» il tempo a disposizione di chi deve proteggere i sistemi. Un giornalista di Information ha affermato che i progressi dell’IA potrebbero significare che questa finestra si sta per chiudere.

Il rapporto non identifica i sistemi di IA coinvolti, non spiega esattamente come siano stati usati né fornisce dettagli sui danni causati dagli attacchi. Inoltre, non dice se la falla nei siti web sia stata corretta. Gli avvertimenti riguardano diversi episodi, non un’unica campagna coordinata.

Perché conta

Per gli sviluppatori web e i team IT, questi avvertimenti sottolineano la pressione a correggere le vulnerabilità prima che gli aggressori riescano a sfruttarle. Per gli utenti comuni, il rapporto non conferma alcuna interruzione del servizio né sottrazione di dati specifica: non è quindi possibile stabilire se siano state coinvolte informazioni personali.

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