Un giudice magistrato federale di San Francisco ha disposto che Abdulrahman Alfozan, ex ingegnere di OpenAI, resti in custodia cautelare in attesa del processo. Il giudice ha definito l’offerta del governo di finanziare la cauzione un «assegno in bianco» e ha detto che Alfozan potrebbe essere un «asset» per l’Arabia Saudita. Resterà in carcere fino alla prossima udienza, il November 6.
Perché è intervenuto il giudice
Secondo i procuratori, Alfozan ha lavorato per un anno a OpenAI, con uno stipendio di $385,000 e un pacchetto di partecipazione agli utili da $2.2 million. L’accusa sostiene che abbia nascosto un registratore audio in una sala conferenze e abbia parlato con un membro della famiglia reale saudita del suo ritorno al lavoro su un progetto di IA. Il consolato saudita si è persino offerto di aiutare una società di cauzioni a finanziare la sua scarcerazione: una proposta che il giudice ha giudicato problematica.
Il caso finora
A settembre OpenAI ha scoperto il registratore nascosto dietro un televisore e, all’inizio di questo mese, ha licenziato Alfozan. Ora è accusato di un capo d’imputazione per aver usato un dispositivo per intercettare comunicazioni, reato che prevede una pena fino a cinque anni di carcere. I procuratori affermano inoltre di avere chat tra Alfozan e un chatbot basato sull’IA in cui chiedeva aiuto per installare dispositivi di ascolto, oltre a componenti per registratori trovati a casa sua.
Perché conta
Se il giudice manterrà Alfozan in custodia, sarà un’indicazione di come i tribunali statunitensi possano considerare a rischio di fuga i lavoratori del settore tecnologico con legami con governi stranieri. Per chi lavora nell’IA, il caso mette in luce i rischi legali legati anche a una singola violazione della sicurezza e l’attenzione che può conseguirne.