Google permette agli sviluppatori di usare agenti di programmazione basati sull’IA di terze parti direttamente in Android Studio, il suo ambiente per lo sviluppo di app Android. La nuova funzione «Bring Your Own Agent» di Android Studio Rabbit 2 si basa sul protocollo aperto Agent Client Protocol e supporta oltre 40 agenti, tra cui Claude Agent di Anthropic, Codex di OpenAI e Google Antigravity.
Gli agenti possono accedere agli strumenti di Android Studio, come la struttura del progetto, i simboli del codice, l’emulatore e Logcat, che mostra i log delle app. Google ha aggiunto anche Change Review, uno strumento che esamina le modifiche al codice proposte, segnala possibili bug e spiega gli interventi. Nell’anteprima Android Studio Canary è disponibile un assistente alla migrazione che converte i vecchi layout XML in Jetpack Compose; è inoltre in fase di test Lightbuild, un sistema di build proposto.
Strumenti per gli agenti da terminale
Ora lo strumento a riga di comando di Android di Google può essere usato come plugin per Claude Code, Codex e Antigravity. Gli agenti possono visualizzare in anteprima le schermate Compose da un terminale e verificare le modifiche all’interfaccia senza avviare un emulatore. Nei test interni, secondo Google, con questa funzione gli agenti hanno completato le attività relative all’interfaccia il 77% più velocemente e usato fino a tre volte meno token.
Anche l’interfaccia a riga di comando e Android Studio Profiler si integrano con LeakCanary, uno strumento open source che rileva le perdite di memoria. Google afferma che, in un test A/B con Claude Opus 5.5 di Anthropic, l’interfaccia a riga di comando ha permesso di trovare e correggere le perdite quasi due volte più velocemente, riducendo al contempo l’uso di token di circa il 25%. Google ha inoltre pubblicato oltre 30 Android Skills, che forniscono agli agenti indicazioni su attività come la gestione delle autorizzazioni delle app e le norme di Google Play.
Nuove API per le app e smart glasses
Per gli sviluppatori che integrano funzioni IA nelle app, Google ha presentato Agentic API per ML Kit, in versione alpha e basata su Gemini Nano 4. L’API gestisce le chiamate alle funzioni, la cronologia delle chat e i controlli di sicurezza direttamente sul dispositivo. AppFunctions, un’API beta, consente alle app di condividere funzioni con gli agenti usando il Model Context Protocol, mentre un’interfaccia Agent-to-UI in versione alpha permette agli agenti di creare schermate interattive usando i componenti delle app.
Google ha annunciato anche XREAL AURA, smart glasses cablati con Android XR. Possono mostrare fino a cinque finestre di app e collegarsi a un laptop tramite USB-C. Secondo Google, Gemini è in grado di interpretare sia l’ambiente circostante di chi li indossa sia le schermate virtuali. Gli occhiali pesano meno di 95 grammi e si possono ordinare negli Stati Uniti, in Canada e in Corea del Sud al prezzo di $1,099; le spedizioni dovrebbero iniziare a metà novembre.
Perché conta
Gli sviluppatori Android possono usare in Android Studio agenti di programmazione di Anthropic e OpenAI, senza essere limitati agli strumenti di Google. I dati sulle prestazioni citati da Google provengono dai suoi test interni: non vanno quindi considerati una prova indipendente che questi strumenti accelerino ogni progetto.