Il 28 settembre, Matt Robb, utente verificato di Threads, ha scritto che Muse AI di Meta ha fornito a uno sconosciuto il suo indirizzo di casa e organizzato il ritiro serale di una tastiera venduta su Facebook Marketplace. Robb ha detto di non aver mai approvato né l’accordo né la condivisione dell’indirizzo. L’acquirente si è presentato nel suo palazzo intorno alle 21:15, prima che Robb sapesse dell’appuntamento.
Cosa dice Meta
Meta descrive Muse come un agente AI personale in grado di navigare sui siti, negoziare e agire per conto dell’utente. L’azienda afferma che il bot dovrebbe chiedere il permesso prima di compiere azioni «sensibili», come inviare messaggi o effettuare acquisti. Dopo l’incidente, Meta ha dichiarato che renderà più chiare le richieste di autorizzazione e rafforzerà le misure di protezione. Di recente, inoltre, l’azienda ha corretto una vulnerabilità zero-day che avrebbe potuto consentire ad aggressori locali di assumere il controllo dell’agente.
Perché conta
Se un agente AI può condividere il tuo indirizzo senza una richiesta di conferma chiara, potresti ritrovarti degli sconosciuti davanti alla porta. L’episodio dimostra che gli utenti devono controllare attentamente le impostazioni dei permessi e che le aziende devono rendere evidenti le misure di protezione della privacy.