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SETI usa agenti IA per analizzare i segnali radio in tempo reale

All’Allen Telescope Array, il sistema sviluppato con Nvidia può elaborare fino a 300 GB di dati al secondo mentre le antenne osservano il cielo.

Di Pubblicato da Oossa: 2 min di lettura

Bernd 📷 Dittrich · Unsplash

Al radiotelescopio Allen Telescope Array, in California, software basati sull’intelligenza artificiale possono orientare le antenne e analizzare i segnali mentre l’osservazione è in corso. Il progetto è portato avanti dal SETI Institute e da Breakthrough Listen, che cerca possibili segnali di origine artificiale nello spazio. Nvidia ha fornito hardware e software e presenta il sistema come un aggiornamento di una piattaforma già in uso.

I ricercatori possono dare istruzioni con una richiesta scritta in linguaggio naturale. Gli agenti IA, cioè programmi che eseguono una serie di compiti, possono dirigere le antenne, calibrare lo strumento, correggere errori nei dati e produrre grafici. Secondo Nvidia, operazioni che richiederebbero settimane o anni possono così essere completate in poche ore.

I dati passano direttamente alle GPU

Di norma, l’enorme quantità di dati raccolta da un radiotelescopio viene salvata su disco e analizzata in seguito. Qui la piattaforma Holoscan di Nvidia li porta invece direttamente nella memoria delle GPU, le schede che eseguono i calcoli, per elaborarli mentre arrivano. Nvidia dichiara una capacità massima di 2,4 terabit al secondo, circa 300 gigabyte al secondo, con il calcolo svolto accanto alle antenne.

Il sistema usa DAQIRI, una libreria di Holoscan, e CyberEther, un programma di elaborazione dei segnali sviluppato dal SETI Institute. Un componente web chiamato Nexus permette agli agenti di controllare lo stato dello strumento e delle risorse di calcolo, seguire i dati in diretta e modificare le operazioni con istruzioni testuali. Il calcolo avviene sul posto, senza dover inviare i dati altrove.

Il test ha rilevato una pulsar, non alieni

La tecnologia ha già individuato in tempo reale gli impulsi di una pulsar nella Nebulosa del Granchio, il residuo di una stella che emette segnali radio regolari. Il precedente sistema elaborava circa 100 gigabit al secondo; la capacità dichiarata per la nuova versione è oltre venti volte maggiore. Quel test serviva a preparare l’analisi di fenomeni come i lampi radio veloci, non a trovare civiltà extraterrestri.

Il passo successivo è valutare modelli aperti, fra cui Nemotron di Nvidia, che possono funzionare in locale. Potrebbero essere utili in osservatori senza connessione, compresi quelli che in futuro potrebbero essere costruiti sul lato nascosto della Luna. Per ora, le fonti descrivono un sistema di elaborazione e ricerca: non riportano la scoperta di un segnale alieno.

Perché conta

Per chi studia segnali radio dallo spazio, analizzare i dati mentre arrivano può ridurre i tempi e rendere possibile intervenire durante l’osservazione. Il sistema ha già rilevato una pulsar, ma non è stata annunciata alcuna rilevazione di segnali extraterrestri.

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