Google ha annunciato che Gemini 3.5 Flash, il suo modello più potente per attività di programmazione prolungate e per gli agenti, è ora disponibile per tutti (GA). Sostituisce le precedenti versioni Flash-Lite ed è il modello predefinito associato al nuovo alias gemini-flash-latest. Allo stesso tempo, Google ha avviato l’anteprima pubblica di Managed Agents, che consente agli sviluppatori di eseguire agenti autonomi con stato persistente in un ambiente sandbox Linux sicuro, ospitato da Google. L’anteprima include Antigravity Agent (antigravity-preview-05-2026), un agente generico in grado di pianificare, scrivere codice, gestire file e navigare sul web all’interno della sandbox.
Le novità per gli sviluppatori
Gli sviluppatori possono richiamare gemini-3.5-flash tramite il normale endpoint dell’API Gemini e ottenere prestazioni migliori nel ragionamento complesso, nella generazione di codice e nei flussi di lavoro con più passaggi. L’anteprima di Managed Agents aggiunge il nuovo endpoint /agents e una guida introduttiva rapida: è possibile creare un agente, assegnargli un prompt e lasciarlo lavorare per ore, mantenendone lo stato tra una chiamata e l’altra. Antigravity Agent è il primo agente già pronto incluso nell’anteprima ed è utile per le attività che richiedono di navigare sul web o manipolare file.
Come iniziare
Se hai già una chiave API, imposta l’identificativo del modello su gemini-3.5-flash oppure usa l’alias gemini-flash-latest. Per provare gli agenti, attiva l’anteprima «Managed Agents» nella console Google Cloud e segui l’esempio della guida introduttiva rapida, che mostra come avviare l’agente antigravity-preview-05-2026. L’agente Antigravity verrà disattivato il 5 ottobre 2026: se ti servirà anche dopo quella data, pianifica il passaggio a una versione di anteprima più recente.
Perché conta
Per gli sviluppatori di tutti i giorni, Gemini 3.5 Flash offre generazione di codice e capacità di ragionamento più rapide e affidabili senza dover pagare per modelli più grandi. L’anteprima di Managed Agents permette ai piccoli team di creare assistenti autonomi che mantengono il contesto tra una chiamata e l’altra, aprendo nuove possibilità per chatbot, strumenti di raccolta dati sul web o report automatizzati, senza dover gestire server propri.