Google ha reso disponibile in tutto il mondo la versione migliorata del rilevatore SynthID. Chiunque può accedere con un account Google, OpenAI o Apple e verificare rapidamente un’immagine, un video o un file audio per capire se contiene una filigrana aggiunta dai generatori di IA di queste aziende. Ogni account ha a disposizione circa dieci verifiche al giorno, ma il limite effettivo può abbassarsi se vengono inviati molti file simili. Google spiega che la restrizione serve a impedire che qualcuno analizzi a ritroso il rilevatore per creare strumenti capaci di rimuovere le filigrane.
Cosa può rilevare e cosa no
SynthID cerca le filigrane che le aziende supportate incorporano nei contenuti generati dall’IA. Non rileva i contenuti di altri fornitori che usano metodi diversi, come Meta, né quelli creati con modelli open-weight che non aggiungono alcuna filigrana. Sul sito compare un’avvertenza: molte creazioni generate dall’IA potrebbero non essere rilevate. Google osserva che, anche con il suo sistema, un aggressore particolarmente abile potrebbe riuscire a rimuovere la filigrana e far apparire autentico il contenuto.
Perché è utile nella vita quotidiana
Per chi vuole verificare se un’immagine, un video o una registrazione audio è stata creata con l’IA, SynthID offre un servizio unico e semplice da usare. Il limite giornaliero consente anche agli utenti occasionali di fare un rapido controllo, senza software specifici. Tuttavia, i limiti e i punti ciechi dello strumento indicano che non dovrebbe essere l’unico metodo usato per verificare l’autenticità, soprattutto nel caso di contenuti provenienti da fonti poco conosciute.
Perché conta
Ora chiunque può verificare ogni giorno l’origine di alcuni contenuti generati dall’IA, senza installare software aggiuntivi. Il limite giornaliero e il supporto per soli tre fornitori rendono lo strumento un utile primo controllo, ma è bene mantenere la prudenza con i contenuti creati da altri servizi di IA.