NASA e IBM Research hanno reso disponibile al pubblico un nuovo modello di intelligenza artificiale dedicato alla Luna. Il NASA-IBM Lunar Foundation Model è open source e si può scaricare da Hugging Face; il codice è su GitHub. È stato addestrato su 17 anni di dati del Lunar Reconnaissance Orbiter e di altre missioni, trasformando quell’archivio in uno strumento che gli scienziati possono adattare usando anche solo pochi esempi etichettati.
Cosa può fare il modello
Il modello elabora contemporaneamente immagini ad alta risoluzione (circa 1 metro per pixel) e a risoluzione più bassa (100 m per pixel). Riceve inoltre come dati espliciti gli angoli di illuminazione e la posizione del Sole, così da distinguere meglio le caratteristiche reali della superficie dalle ombre. Nei test, ha ridotto fino al 22% l’errore nelle previsioni sul ghiaccio ai poli rispetto al miglior modello di riferimento. Nel rilevamento dei crateri a bassa risoluzione è risultato circa il 19% più preciso, pur usando solo la metà dei dati etichettati.
Come è stato realizzato
I ricercatori hanno assemblato un set di dati chiamato SomBench, il più grande corpus lunare multimodale e co-registrato finora. Comprende quasi 2 milioni di «pacchetti di immagini», con 11 diversi tipi di dati e oltre 30 livelli allineati, acquisiti da nove strumenti nell’ambito di quattro missioni. Il modello è stato addestrato da zero con una tecnica chiamata FlexiViT, che gli consente di gestire immagini suddivise in porzioni di dimensioni diverse senza doverlo riaddestrare.
Perché conta
Per gli scienziati planetari, il modello open source offre uno strumento di intelligenza artificiale già pronto, capace di individuare ghiaccio e crateri con meno esempi etichettati manualmente e di accelerare la ricerca sulle risorse lunari. Per chi segue le future missioni sulla Luna, mappe del ghiaccio più precise potrebbero aiutare a scegliere i siti di atterraggio o le aree in cui estrarre acqua da usare come carburante per i razzi. Il modello, però, non sostituisce le misurazioni dirette: le coordinate geografiche che fornisce possono ancora discostarsi di decine di gradi.