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Anthropic testa un agente IA capace di diffondersi tra dispositivi

In laboratorio, GLM-5.2 ha raggiunto sette o otto macchine virtuali. Non si è copiato da solo: il test mostra una capacità, non un worm autonomo.

Di Pubblicato da Oossa: 2 min di lettura

Panos Sakalakis · Unsplash

Anthropic ha provato in laboratorio un agente guidato dall’IA capace di trovare altri dispositivi, entrarvi e avviare un modello su ciascuno. Gli esperimenti si sono svolti su reti isolate: non è stato osservato un worm che si diffonde su Internet.

Nel test principale, i ricercatori hanno preparato otto macchine virtuali che simulavano dispositivi con Android 15. Su ognuna era aperta, senza password, una porta di debug. Partendo da una macchina, l’agente doveva raggiungere le altre e avviare Llama 3.1 8B, un modello di Meta. Tra quelli provati, solo il modello a pesi aperti GLM-5.2 ha completato il compito: ha raggiunto tutti gli otto nodi in quattro prove su cinque e sette nell’altra. Gemma4, Qwen3.5-9B e Qwen3-Coder-Next non ne hanno raggiunto nessuno.

Un altro esperimento ha distribuito una versione ridotta di Gemma4-26B su 15 TV box Android da circa 55 dollari ciascuno. Il modello, diviso tra i dispositivi, ha generato 0,39 token al secondo: circa venti al minuto.

Il modello non si è copiato da solo

GLM-5.2, che ha 744 miliardi di parametri, girava su un server esterno: non si è trasferito sulle macchine infette. Ha soltanto installato e avviato Llama 3.1 8B. Il test mostra quindi che un modello può saper propagare software tra dispositivi, non che abbia già imparato ad autoreplicarsi.

Anthropic ipotizza che un modello più piccolo, da 8 miliardi di parametri e con capacità simili, potrebbe diffondersi nello stesso modo. Secondo la sua stima, modelli aperti sotto i 30 miliardi di parametri potrebbero raggiungere quel livello entro la fine del 2026. È una previsione dell’azienda, non un risultato dimostrato.

Quali difese sono possibili?

Anthropic indica il monitoraggio del traffico: trasferire modelli di diversi gigabyte o generare molto traffico tra dispositivi che normalmente non comunicano potrebbe far scattare un allarme. Tra le altre ipotesi ci sono dispositivi-esca per studiare gli attacchi e il confinamento della connessione dei dispositivi infetti, che richiederebbe però il coordinamento dei provider.

Anche password predefinite più sicure possono ridurre i rischi. Secondo l’articolo, dal dicembre 2027 il Cyber Resilience Act dell’UE richiederà una configurazione sicura per impostazione predefinita.

Perché conta

Per chi usa TV box e altri dispositivi connessi, il test segnala che password e porte di debug lasciate aperte possono offrire un punto d’ingresso; le macchine virtuali dell’esperimento erano infatti configurate apposta con una porta di debug senza password. Non dimostra però che oggi esista un worm IA capace di autoreplicarsi: Anthropic presenta il rischio futuro come una previsione, e le difese coordinate tra provider restano un’ipotesi.

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