OpenAI ha dichiarato che in una delle sale riunioni riservate ai dirigenti è stato trovato un dispositivo di registrazione collegato alla porta USB di un televisore. L’azienda ha usato i propri modelli di IA per risalire a un dipendente, Abdulrahman Alfozan, che avrebbe collocato il dispositivo intorno al 28 settembre. È stato licenziato e il caso è stato segnalato all’FBI, che lo ha arrestato venerdì. Martedì 13 ottobre è comparso per la prima volta davanti a un tribunale federale.
Come è stata scoperta la violazione
In un post interno, OpenAI afferma che i modelli di IA hanno contribuito a «capire di che dispositivo si trattasse e da dove provenisse», permettendo agli investigatori di individuare il dipendente nel giro di pochi giorni. Secondo quanto riferito, il dispositivo era avvolto nella carta igienica, probabilmente per nasconderlo alla vista.
La risposta dell’azienda
OpenAI afferma di non avere prove che il dipendente abbia avuto accesso ai pesi dei modelli, al codice sorgente o ai dati dei clienti. L’azienda ha sottolineato che il suo programma di sicurezza protegge dalle minacce interne, dai criminali informatici e dagli attori statali, e ha precisato che l’indagine dell’FBI è ancora in corso.
Perché conta
Per il personale e i partner di OpenAI, l’episodio dimostra che l’azienda monitora attivamente le minacce interne e usa l’IA per indagare sulle violazioni della sicurezza. Indica inoltre che i dipendenti sorpresi a spiare possono essere incriminati a livello federale, a conferma dei rischi legali legati alla sorveglianza clandestina.