Oossa

Ingegnere di OpenAI accusato di usare un chatbot per piazzare una microspia

Un ex dipendente di OpenAI è accusato di aver nascosto in una sala riunioni un registratore audio da $14, dopo aver chiesto consigli a un chatbot interno.

Di Pubblicato da Oossa: 1 min di lettura

Mateusz Zatorski · Unsplash

Secondo i procuratori federali, Abdulrahman Alfozan, ingegnere di OpenAI di 35 anni, ha collocato un minuscolo registratore audio in una sala riunioni della sede dell’azienda a San Francisco. Il dispositivo era nascosto in un rotolo di carta igienica e fissato dietro un monitor. Alfozan è accusato di aver usato un dispositivo per intercettare comunicazioni orali e rischia fino a cinque anni di carcere. È stato licenziato il 4 ottobre 2026, dopo l’arresto.

Come ha usato il chatbot

Secondo la denuncia penale, per settimane Alfozan ha chiesto a un “agente di produttività” interno e a un chatbot basato su IA non identificato informazioni sulle riunioni che si tenevano nella sala presa di mira. Ha anche usato un account del chatbot collegato al coniuge per ottenere consigli tecnici su come costruire un registratore occulto. Il chatbot lo ha aiutato a scegliere una scheda Seeed XIAO ESP32‑S3 Sense, una scheda di sviluppo grande quanto un pollice, venduta a $13.99 e dotata di fotocamera, microfono e memoria microSD.

La risposta dell’azienda e le indagini

Il team di sicurezza di OpenAI ha trovato il primo dispositivo durante un’ispezione il 30 settembre 2026 e un secondo dispositivo cifrato nella borsa di Alfozan il 5 ottobre. L’azienda ha avvisato l’FBI e ha disattivato l’accesso di Alfozan ai sistemi mentre proseguivano le indagini. OpenAI ha dichiarato che non ci sono prove che abbia avuto accesso ai pesi dei modelli, al codice sorgente o ai dati dei clienti.

Perché conta

Se le accuse fossero confermate, il caso mostrerebbe come gli strumenti di IA interni possano essere usati impropriamente per lo spionaggio aziendale, sollevando interrogativi sulla sicurezza nelle imprese che consentono ai dipendenti di usare chatbot avanzati. Dipendenti e dirigenti potrebbero dover fare i conti con un monitoraggio più stretto delle richieste fatte con l’aiuto dell’IA e con controlli più severi sull’accesso ai dispositivi nelle aree sensibili.

Questo articolo ti è stato utile?
Condividi

Leggi anche

Oossa · Newsletter

La settimana dell'IA, spiegata

Ogni lunedì: le notizie che contano, in parole semplici. Gratis, niente spam.