Cloudflare ha annunciato che il suo sistema Pay Per Use è ora in beta. Il programma permette agli editori di stabilire un prezzo per ogni utilizzo effettivo dei loro contenuti da parte di un prodotto di IA. Le aziende che sviluppano IA possono fare un’offerta e segnalare ogni utilizzo tramite un’unica API; Cloudflare si occupa della fatturazione e dei pagamenti. Gli editori possono consultare offerte e ricavi in una dashboard e accettarle o rifiutarle in qualsiasi momento.
Come funziona
Un’azienda che sviluppa IA definisce cosa si intende per utilizzo a pagamento — per esempio, mostrare un estratto in una risposta di ricerca — e pubblica un prezzo su Cloudflare. Gli editori consultano l’offerta nella dashboard di Cloudflare e decidono se aderire. Quando il servizio di IA utilizza un articolo, invia all’endpoint di Cloudflare per la segnalazione degli utilizzi una riga JSON con l’URL, la data e l’ora e un ID della richiesta. Cloudflare aggrega le segnalazioni, addebita l’importo all’acquirente e paga l’editore ogni mese.
Perché è importante
Oggi la maggior parte dei servizi di IA paga solo per la scansione dei contenuti, non per il valore che ne ricava. Pay Per Use lega il pagamento all’utilizzo effettivo: questo potrebbe attirare più acquirenti di contenuti basati sull’IA e offrire ai creatori una nuova fonte di ricavi dal proprio lavoro.
Perché conta
Per chi gestisce un normale sito web, questo sistema potrebbe trasformare contenuti altrimenti gratuiti in una risorsa remunerata ogni volta che un assistente IA li cita o li riprende. Per gli sviluppatori di IA, offre un modo più semplice per ottenere licenze sui contenuti tramite un’unica API, pagando solo quando questi migliorano davvero il prodotto e riducendo i costi iniziali.