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Common Sense Media giudica ChatGPT per adolescenti non sicuro

Secondo l’organizzazione non profit, la versione per adolescenti non avvisa i genitori nelle situazioni di crisi e continua a svolgere i compiti. OpenAI contesta i risultati.

Di Pubblicato da Oossa: Ultimo aggiornamento: 1 min di lettura

hamza tighza · Unsplash

OpenAI ha lanciato nell’agosto 2026 una versione di ChatGPT pensata per gli adolescenti. La funzione dovrebbe includere ulteriori misure di sicurezza e strumenti per i genitori. Common Sense Media, un’organizzazione non profit che valuta i prodotti digitali per i giovani, sostiene che la modalità per adolescenti non funzioni come promesso. La valutazione, pubblicata il 7 ottobre 2026, definisce il prodotto un «rischio inaccettabile».

I risultati della valutazione

L’organizzazione ha testato diverse funzioni di sicurezza. Riferisce che il sistema non ha inviato avvisi ai genitori quando un adolescente ha parlato di autolesionismo. Inoltre, non ha fornito un’assistenza adeguata in caso di crisi e ha continuato a svolgere i compiti, nonostante l’azienda avesse dichiarato che avrebbe limitato questa funzione. Secondo l’organizzazione non profit, queste lacune potrebbero dare ai genitori un falso senso di sicurezza.

La risposta di OpenAI

Il portavoce di OpenAI Eric Porterfield ha dichiarato che l’azienda «accoglie con favore valutazioni indipendenti rigorose», ma ritiene che i test presentassero delle falle. Ha osservato che le notifiche ai genitori potrebbero impiegare diverse ore per attivarsi sui nuovi account, un dettaglio che, secondo l’organizzazione non profit, è stato comunicato solo dopo l’inizio dei test. OpenAI ribadisce il proprio impegno per la sicurezza degli adolescenti e prevede di continuare a collaborare con esperti.

Perché conta

I genitori che si affidano alla versione per adolescenti per un uso sicuro dell’IA potrebbero non ricevere avvisi quando i figli parlano di autolesionismo, restando così all’oscuro di un possibile pericolo. La disputa evidenzia la necessità di ulteriori verifiche indipendenti prima di affidare strumenti di IA ai minori. Finché i problemi non saranno risolti, le famiglie potrebbero preferire che gli adolescenti usino l’IA sotto la supervisione di un adulto.

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