I ricercatori di DeepMind hanno pubblicato un saggio che propone l’«Intelligenza artificiale simbiotica»: un ecosistema in cui le persone e gli agenti IA collaborano e si influenzano a vicenda. Secondo il documento, questo approccio sostituisce l’idea di un’unica superintelligenza capace di migliorarsi da sola (la «singolarità»). Il saggio si basa su preprint precedenti, secondo cui i modelli di ragionamento sono in grado di generare autonomamente dibattiti da prospettive diverse, e ipotizza che gli strumenti del futuro consentiranno agli utenti di gestire gruppi di agenti tramite interfacce simili a reti.
Perché conta
Se questa visione verrà adottata, sviluppatori e autorità di regolamentazione dovranno progettare nuove istituzioni e interfacce per coordinare molti agenti IA, invece di limitarsi a controllare un unico sistema.