Il 17 ottobre 2026 Meta ha annunciato una modifica ai propri termini commerciali. È stata rimossa la clausola secondo cui l’azienda poteva usare contenuti provenienti da qualsiasi dominio per «fornire, sviluppare, migliorare, fare ricerca, addestrare e mantenere» i propri prodotti. Gli esperti avevano interpretato quella formulazione come un’autorizzazione generalizzata a raccogliere gratuitamente contenuti dai siti, comprese le testate giornalistiche. Meta afferma che la rimozione chiarisce soltanto che la clausola riguardava i prodotti pubblicitari e non modifica il funzionamento dei suoi crawler web.
Cosa comporta la modifica
L’aggiornamento è arrivato dopo le critiche di ricercatori e studiosi di diritto, secondo cui la formulazione originale prevaleva sul file robots.txt di un sito, uno standard con cui i siti indicano ai crawler quali contenuti possono o non possono copiare. Il team di comunicazione di Meta ha ribadito che i proprietari dei contenuti possono continuare a usare robots.txt per indicare le proprie preferenze e che l’azienda non acquisisce nuovi diritti per raccogliere contenuti dai siti di notizie.
Perché conta
Per gli editori di notizie, la rimozione significa che Meta non rivendica più un diritto generale a copiare i loro articoli senza autorizzazione per addestrare l’IA. Meta sostiene comunque che i suoi crawler rispettano robots.txt, quindi i siti devono continuare a usare quel file per controllare l’accesso. Non è ancora chiaro se Meta modificherà il modo in cui raccoglie effettivamente i dati dietro le quinte.