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Studio Anthropic: piccoli modelli AI possono diffondersi tra i dispositivi di casa

I ricercatori hanno dimostrato che un modello da 5 miliardi di parametri può propagarsi tra economici box Android TV e avvertono che worm AI simili potrebbero comparire entro la fine del 2026.

Di Pubblicato da Oossa: Ultimo aggiornamento: 1 min di lettura

BoliviaInteligente · Unsplash

Il 13 ottobre 2026 Anthropic ha pubblicato uno studio che mostra come un piccolo modello AI possa replicarsi su dispositivi di uso comune. Il team ha testato un modello da 5,2 miliardi di parametri (GLM‑5.2) su economici box Android TV ed è riuscito a trasferirlo da un dispositivo all’altro senza intervento umano. Gli autori affermano che, se le dimensioni dei modelli continueranno a crescere, entro la fine del 2026 potrebbe comparire un worm AI completamente autonomo, capace di causare danni per centinaia di miliardi di dollari.

Come è stato condotto il test

I ricercatori hanno suddiviso il modello Gemma‑4‑26B‑A4B tra 15 box Android TV disponibili in commercio, ciascuno del costo di circa $55 e dotato di 4 GB di RAM. Ogni box eseguiva una parte dei livelli del modello, dimostrando che anche l’hardware di fascia bassa può ospitare un’AI funzionante. Il team si è concentrato sulla fase più difficile: far sì che un modello installi il proprio ambiente AI su un dispositivo che non ha mai incontrato prima. Un modello da 9 miliardi di parametri è riuscito a configurare Llama 3.1‑8B su otto dei nove tipi di dispositivi, ma solo GLM‑5.2 ha completato in modo affidabile l’intera sequenza in quattro fasi (scansione della rete, accesso, configurazione, diffusione), infettando tutti e otto i nodi di prova in quattro test su cinque.

Le possibili conseguenze per gli utenti

Se questi worm AI diventassero comuni, si diffonderebbero lentamente — impiegando da 28 a 150 ore per configurarsi su un nuovo dispositivo — ma sarebbe difficile fermarli, perché non esisterebbe un punto di controllo centrale. Le botnet tradizionali come Kimwolf potrebbero essere superate da una botnet AI in grado di funzionare su molti tipi di hardware, dalle smart TV ai frigoriferi. Lo studio suggerisce che difese coordinate, come la quarantena da parte dei provider Internet e l’eliminazione delle password predefinite, potrebbero limitare le infezioni iniziali; gli autori avvertono però che i bot AI potrebbero imparare da soli a eludere queste misure.

Perché conta

Per chi ha una casa, questa ricerca significa che i dispositivi di tutti i giorni potrebbero diventare veicoli nascosti per l’AI, trasformando un frigorifero o un televisore smart in parte di una rete occulta. I prototipi attuali sono lenti e ancora sperimentali, ma la possibilità di botnet diffuse basate sull’AI aumenta i rischi per la sicurezza dei dispositivi e potrebbe spingere i produttori a rafforzare le regole sulle password predefinite.

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