Un progettista di chip sudcoreano ha descritto un modo per inviare in Cina memoria ad alta larghezza di banda (HBM) soggetta a controlli sulle esportazioni, abbinandola a processori per server poco performanti. Lo riferisce Tom’s Hardware, che riprende un’informazione pubblicata da The Information. La persona, descritta come un contrabbandiere di memorie, possiede una società di progettazione di chip che produce processori economici.
Secondo quanto riferito, la società abbina quei processori a memorie HBM di Samsung e SK hynix. I chip di memoria, se spediti da soli, non possono essere esportati in Cina, secondo Tom’s Hardware. Il metodo descritto si basa sull’esportarli come parte di un prodotto più ampio, anziché inviare la memoria separatamente.
Perché conta il processore
Secondo il resoconto, le norme statunitensi e sudcoreane sulle esportazioni valutano le prestazioni del processore di un server, ma non quelle degli altri componenti abbinati né il loro status ai fini dell’esportazione. In questo caso, il processore poco performante rende il prodotto assemblato esportabile, pur contenendo HBM che non potrebbe essere spedita da sola in Cina.
Questa differenza costituisce la scappatoia descritta: una restrizione che riguarda un componente sensibile potrebbe non impedirne l’esportazione se il prodotto finito viene valutato in base alle prestazioni del processore. Ciò non significa che l’HBM non sia più soggetta a controlli. Piuttosto, il metodo descritto inserisce la memoria soggetta a restrizioni in un prodotto che, stando a quanto riferito, le norme trattano in modo diverso.
Cosa non è ancora chiaro
Il resoconto descrive un metodo, ma Tom’s Hardware non indica il nome della società, il numero di spedizioni né come le autorità classifichino i prodotti finiti. Non specifica neppure quanta HBM sia arrivata in Cina attraverso questo canale o se le autorità di regolamentazione abbiano contestato la pratica.
Per le aziende che monitorano le catene di approvvigionamento dei chip, il report solleva una questione concreta sull’applicazione delle norme: se regole incentrate sul processore riescano a tenere conto dei componenti di valore confezionati insieme a esso. Il report non chiarisce quanto sia diffusa la pratica né se gli acquirenti cinesi possano procurarsi questi prodotti in quantità significative.
Perché conta
Per le aziende che monitorano le catene di approvvigionamento dei chip, il metodo descritto suggerisce che controllare soltanto il processore di un server potrebbe non bastare a rilevare la presenza di memorie soggette a restrizioni. Il resoconto non indica quante spedizioni siano avvenute né se il metodo sia diffuso.