I ricercatori hanno esaminato 158,099 risposte generate da ChatGPT, Gemini e Perplexity in due periodi di 90 giorni. Hanno scoperto che una pagina viene citata soprattutto quando è recuperata dalla ricerca interna del motore, non grazie agli accorgimenti SEO. Il recupero spiega il 32% delle variazioni nelle citazioni, mentre la corrispondenza tra titoli e paragrafi ne spiega solo il 2.8%. Inoltre, il modello inserisce nomi di brand che «ricorda», citando talvolta pagine inesistenti.
Perché conta
Per comparire come fonti, gli editori devono ottimizzare il modo in cui la ricerca generativa basata sull’AI recupera le loro pagine, non limitarsi alla SEO tradizionale.