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Meta potrà usare i contenuti dei siti per addestrare l’IA

Dal 30 ottobre 2026 Meta potrà raccogliere contenuti degli editori collegati ad account aziendali e usarli per addestrare i suoi modelli di IA.

Di Pubblicato da Oossa: Ultimo aggiornamento: 1 min di lettura

Andy Feliciotti · Unsplash

Meta ha aggiornato le condizioni commerciali per gli account aziendali su Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger. Le modifiche entreranno in vigore il 30 ottobre 2026 e autorizzano Meta a usare software automatici — scraper, bot o crawler — per visitare qualsiasi pagina web promossa da un’azienda sulle sue piattaforme. I contenuti raccolti potranno poi essere usati per sviluppare, migliorare, studiare e addestrare i prodotti di IA di Meta.

In cosa differiscono dalle collaborazioni già in vigore

Meta paga già alcuni importanti editori, come CNN, Fox News, USA Today e People Inc., per ottenere licenze sui contenuti destinati all’IA. Questi accordi prevedono contratti espliciti e compensi. Le nuove condizioni, invece, consentono a Meta di raccogliere contenuti da una platea molto più ampia di editori online senza una licenza separata, purché il sito dell’editore sia collegato a un account aziendale che utilizza i servizi pubblicitari o di condivisione di link di Meta.

Cosa cambia per editori e aziende

Gli editori che non vogliono che i loro articoli siano usati per addestrare l’IA devono rifiutare le nuove condizioni. Meta afferma che, in tal caso, potrebbero perdere l’accesso commerciale alle sue piattaforme. Nel frattempo, Meta ha lanciato l’abbonamento a pagamento “Meta One”, che chiede ai creator di pagare per inserire link nei post: link che, con le nuove condizioni, Meta potrà raccogliere gratuitamente.

Perché conta

Gli articoli degli editori potrebbero essere usati per addestrare l’IA di Meta senza compensi aggiuntivi, con possibili ripercussioni sul valore dei loro contenuti. Le aziende che si affidano a Meta per il marketing dovranno decidere se accettare le condizioni o rischiare di perdere l’accesso alle piattaforme. La mossa solleva inoltre interrogativi su quanta parte del web diventerà una fonte gratuita di dati per l’addestramento dell’IA delle grandi aziende tecnologiche.

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