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Agenti IA aiutano a cercare segnali con l’Allen Telescope Array

Il sistema può orientare il telescopio e analizzare i segnali radio in tempo reale, ma i ricercatori impartiscono ancora i comandi e non è stato rilevato alcun segnale di vita extraterrestre.

Di Pubblicato da Oossa: 2 min di lettura

Stephan Widua · Unsplash

Gli agenti IA aiutano a gestire l’Allen Telescope Array, nel nord della California: possono orientare il telescopio e analizzare i segnali radio in arrivo man mano che vengono raccolti. I ricercatori continuano a digitare i comandi, quindi il sistema non opera in autonomia dal team umano. Il lavoro coinvolge il SETI Institute e Breakthrough Listen, che usano la piattaforma Holoscan di Nvidia per elaborare i dati del telescopio in tempo reale.

Secondo Nvidia, l’hardware è in grado di gestire fino a 2.4 terabit di dati al secondo. Il team di ricerca afferma che analisi che prima richiedevano settimane ora possono essere completate in poche ore. Questa elaborazione più rapida potrebbe consentire ai ricercatori di esaminare prima i segnali, ma i dati indicano la capacità del sistema e il risparmio di tempo riportato dal team, non una scoperta confermata di intelligenza extraterrestre.

Una pulsar è stata uno dei primi test

Il team afferma di aver rilevato in tempo reale, con l’IA, una pulsar nella Nebulosa del Granchio, e descrive il risultato come una prima assoluta. Le pulsar sono resti di stelle che ruotano rapidamente e producono segnali regolari. La loro periodicità le rende utili per verificare se un sistema riesce a individuare segnali nei dati del telescopio; rilevarne una non dimostra che provenga da forme di vita aliene.

I ricercatori vogliono testare software open source che possa funzionare localmente all’edge, cioè vicino alle apparecchiature che raccolgono i dati. Guardano alla possibilità di installare sensori in futuro sul lato opposto della Luna, ma il testo non indica tempistiche né afferma che sensori del genere siano già in funzione.

SETI non ha ancora rilevato segnali confermati

La ricerca di intelligenza extraterrestre risale al primo esperimento SETI, condotto nel 1960. I ricercatori non hanno trovato segnali provenienti da forme di vita extraterrestri. Il nuovo sistema cambia la rapidità con cui è possibile elaborare i dati del telescopio, ma non modifica ciò che il team ha rilevato finora.

La distinzione è importante, perché un’analisi rapida e una scoperta sono due cose diverse. Un sistema capace di esaminare i dati in arrivo in tempo reale può aiutare i ricercatori a valutare prima le osservazioni, ma la pulsar nella Nebulosa del Granchio è un caso di prova, non una risposta alla domanda se esista vita altrove. Per ora, le persone continuano a dirigere il telescopio e la ricerca prosegue.

Perché conta

Per gli astronomi, poter elaborare i dati del telescopio in poche ore anziché in settimane potrebbe consentire di valutare prima le osservazioni. Questo non significa che SETI abbia trovato vita extraterrestre: il rilevamento riportato riguarda una pulsar e i ricercatori continuano a impartire i comandi.

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