Oossa

Via libera ai chip Nvidia per una società cinese sospetta

Le autorità statunitensi hanno autorizzato la vendita di chip H200 a un’azienda cinese che sembra esistere solo sulla carta, sollevando dubbi sui controlli alle esportazioni.

Di Pubblicato da Oossa: 2 min di lettura

Razlan Hanafiah · Unsplash

Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha dato il via libera alla vendita dei processori AI H200 di Nvidia a un fornitore cinese chiamato New Matrix. La sede indicata dall’azienda sembra vuota: dal soffitto pendono cavi e il nome non compare nell’elenco degli uffici dell’edificio. Eppure l’autorizzazione consente a New Matrix di importare i chip ad alte prestazioni che alimentano i modelli linguistici di grandi dimensioni e altri carichi di lavoro legati all’AI. Durante l’amministrazione Biden, a Nvidia era stato vietato di spedire in Cina i suoi chip AI più avanzati. La restrizione è stata allentata dopo un accordo raggiunto dall’amministrazione Trump, che ha garantito al governo statunitense una quota del 15 per cento su tutte le vendite di Nvidia nel Paese. Anche Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, ha condotto un’attività di lobbying che ha contribuito a ottenere il cambiamento. L’inchiesta del New York Times da cui ha preso le mosse questa storia ha trovato pochissime informazioni pubbliche su New Matrix. La società è stata fondata 17 mesi fa e i suoi proprietari sono legati a un gruppo cinese di private equity inserito dagli Stati Uniti, nel 2024, in una lista nera per motivi di sicurezza nazionale. Secondo il quotidiano, New Matrix non è un caso isolato: anche altre società con legami simili hanno ottenuto licenze per l’esportazione. Funzionari e analisti temono che i controlli siano troppo blandi. Se una società con un ufficio di facciata può ottenere chip all’avanguardia, la tecnologia potrebbe essere dirottata verso utenti finali soggetti a restrizioni o impiegata in progetti militari: proprio ciò che le norme sulle esportazioni dovrebbero impedire.

Il contesto dei controlli sulle esportazioni

I controlli sulle esportazioni di semiconduttori avanzati mirano a impedire che i sistemi AI più potenti finiscano nelle mani di potenziali avversari. Le norme riguardano i chip in grado di addestrare o eseguire modelli di grandi dimensioni, considerati risorse strategiche. In base all’Export Control Reform Act del 2022, il Dipartimento del Commercio può bloccare le vendite a entità legate a forze armate straniere o a società inserite in liste nere. Quando Nvidia ha accettato di cedere il 15 per cento dei ricavi, l’amministrazione Trump ha sostenuto che la somma avrebbe finanziato la difesa statunitense e che i chip sarebbero stati venduti con controlli più rigorosi. Secondo i critici, l’accordo ha creato una scappatoia che consente a società dalla proprietà dubbia di superare i controlli. La recente autorizzazione a New Matrix suggerisce che le verifiche del Dipartimento potrebbero non individuare queste scappatoie. L’assenza di una sede fisica o di attività aziendali verificabili rende difficile per le autorità valutare il reale impiego finale della tecnologia.

Perché conta

Per gli utenti comuni, questo significa che hardware AI avanzato potrebbe finire in progetti che aggirano le norme di sicurezza statunitensi, con possibili ripercussioni sulla competizione globale nel settore dell’AI. Mostra inoltre che gli attuali controlli sulle esportazioni potrebbero non bastare a impedire a società sospette di procurarsi chip potenti. Finché la supervisione non sarà rafforzata, il rischio che la tecnologia venga trasferita a entità soggette a restrizioni resta incerto.

Questo articolo ti è stato utile?
Condividi

Leggi anche

Oossa · Newsletter

La settimana dell'IA, spiegata

Ogni lunedì: le notizie che contano, in parole semplici. Gratis, niente spam.