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Meta sospende i contestati termini per gli editori

Meta consulterà gli editori prima di modificare le condizioni commerciali, ma il testo rivisto non garantisce esplicitamente il rispetto delle indicazioni di robots.txt.

Di Pubblicato da Oossa: 2 min di lettura

Growtika · Unsplash

Per ora Meta ha fatto marcia indietro sul previsto aggiornamento delle condizioni commerciali, che gli editori temevano potesse consentire all’azienda di usare i loro contenuti per sviluppare prodotti. La società afferma che consulterà le associazioni e i rappresentanti del settore prima di modificare le proprie norme. Se il confronto dovesse protrarsi oltre il 20 novembre, Meta rinvierà l’entrata in vigore delle nuove condizioni; non ha indicato una nuova data.

La controversia ruota attorno a una formulazione che, secondo gli editori, potrebbe applicarsi ai contenuti raccolti da Meta sui siti web. I critici hanno contestato che sostituire la parola “addestrare” con “sviluppare” non risolvesse il problema. Bamber, critico citato da Ars Technica, ha detto che le condizioni sembravano consentire a Meta di usare i contenuti raccolti online per sviluppare «qualsiasi prodotto commerciale».

Le obiezioni degli editori

Una preoccupazione centrale riguarda la possibilità che le condizioni limitino la facoltà degli editori di impedire ai crawler di Meta di accedere ai loro siti. I proprietari dei siti possono usare robots.txt, un file che comunica ai crawler le proprie preferenze. Meta ha dichiarato che le sue pratiche di scansione non sono cambiate e che i titolari dei contenuti possono continuare a usare il file per esprimere tali preferenze.

Le rassicurazioni non hanno placato la controversia. Nieman Lab ha osservato che le condizioni riviste da Meta non contengono ancora una clausola esplicita che garantisca il rispetto delle indicazioni di robots.txt. Il disaccordo riguarda quindi sia il modo in cui Meta afferma di eseguire la scansione dei siti, sia ciò che le condizioni scritte le consentono di fare con i contenuti raccolti.

La risposta di Meta

Il 28 ottobre, Andy Stone, vicepresidente delle comunicazioni di Meta, ha dichiarato su X che l’azienda non avrebbe modificato le norme proposte senza prima consultare editori e rappresentanti del settore. Stone ha aggiunto che il confronto potrebbe protrarsi oltre il 20 novembre; in tal caso, Meta rinvierà l’entrata in vigore delle nuove condizioni. La società ha presentato il ritiro come una risposta ai commenti ricevuti, senza annunciare una politica sostitutiva definitiva.

La proposta ha attirato anche l’attenzione bipartisan negli Stati Uniti: i senatori Adam Schiff, democratico della California, e Marsha Blackburn, repubblicana del Tennessee, hanno scritto a Mark Zuckerberg chiedendogli di ritirarla. Le preoccupazioni persistono mentre Meta è sottoposta al vaglio delle autorità di regolamentazione e dei tribunali; le rassicurazioni pubbliche dell’azienda non sono ancora state accompagnate da una clausola esplicita sul rispetto delle indicazioni di robots.txt.

Perché conta

La sospensione dà a editori e proprietari di siti più tempo per esprimere le proprie preoccupazioni prima che le condizioni entrino in vigore. Meta afferma che possono continuare a usare robots.txt per comunicare le proprie preferenze, ma il testo rivisto non promette esplicitamente di rispettarle: la portata concreta delle nuove regole resta quindi incerta.

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